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 XVII Legislatura - gennaio febbraio 2018 Riduci

Quale Scuola 4.0 nella XVIII legislatura

Verso la Terza Rivoluzione Industriale Digitale

Proposte di riforma dei Partiti per le elezioni politiche 2018.
Migliorare o demolire la legge107/2015 della Buona Scuola?

Il nuovo processo di apprendimento nella fase di transizione dalla Seconda Rivoluzione Industriale alla Terza Rivoluzione Industriale digitale che “ sta coinvolgendo ogni settore: dalle Comunicazioni all’istruzione, ai settori dell’elettronica, delle telecomunicazioni, dei trasporti, del manifatturiero, dell’agricoltura etc…con nuove figure professionali con l’avvento della Digital Economy verso una nuova dimensione di spazio commerciale, sociale e politico pienamente integrato” (Jeremy Rifkin)


Tutti i Partiti in corsa per le elezioni politiche 2018 con la nuova legge elettorale hanno presentato il proprio Piano Scuola nell’ambito del rispettivo Programma elettorale, trovandosi di fronte all’ineludibile dilemma “ Migliorare o demolire la legge107/2015 nella prossima XVIII legislatura ?
Ciascun Partito ha reso noto in merito le proprie proposte alternative di riforma, alcune delle quali risultano a priori prive di copertura finanziaria, altre sono per l’abolizione tout cour della legge 107/2015.

Prima di valutare i Piani Scuola dei maggiori Partiti a confronto, ritengo doveroso per obiettività giornalistica evidenziare alcuni dati di fatto inerenti la fondatezza o meno della valenza culturale e politica delle Riforme operate dalla contestata legge 107/2015 “ che ha spaccato il Pd, diviso il Paese e unito chi protesta”.

Il primo dato di fatto è rappresentato dall’importante Conferenza europea di Bruxelles dell’11 dicembre 2014 voluta dalla Commissione Ue e dalla Presidenza di turno italiana del Consiglio UE (nel secondo semestre del 2014) sul tema “Education in the digital era”, in apertura della quale l’allora Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha svolto un importante intervento in presenza dei Ministri dell’Istruzione dei Paesi UE, che ha rappresentato un momento di confronto di alto livello sulle sfide che il mondo dell’istruzione dovrà affrontare per adeguarsi ai veloci cambiamenti imposti dal digitale, nonchè dall’impatto delle nuove tecnologie sull’insegnamento e l’apprendimento.
Sfide che la legge 107/2015 ha raccolto, ponendole quali obiettivi prioritari delle sue riforme.

Il secondo dato riguarda i risultati conseguiti dal 2015 ad oggi dalla “ Buona Scuola “, la quale contrariamente alla tesi proposta dai promotori dell’ex- Referendum CGL per l’abolizione della legge 107/2015, ha prodotto una rivoluzione culturale tuttora in atto per la ripresa del Sistema Paese, in particolare attraverso il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e l’introduzione dell’Alternanza Scuola Lavoro (A_S_L) nel Sistema Duale di I e FP, riuscendo a trasformare l’attuale Scuola in una “Comunità scolastica educativa di apprendimento” che i vari Governi di turno dal 1974 con l’entrata in vigore degli storici Decreti delegati, confluiti nel T.U. Decreto legislativo n.297/1994, non sono stati in grado di realizzare negli ultimi 40 anni !

Il terzo dato riguarda l’A_S_L (Alternanza Scuola Lavoro) che si è rivelata una innovativa metodologia didattica per la coesione sociale a livello nazionale in particolare nel rapporto Scuola – Mondo del lavoro, coinvolgendo direttamente nel processo di Riforma in corso tutti i destinatari della legge 107/2015, dai Dirigenti scolastici ai Docenti, agli Studenti, ai Genitori, alle Imprese …, trasformandoli in protagonisti dell’A_S_L.

Il quarto dato è rappresentato dal PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale),
il quale ha prodotto anche attraverso molteplici Protocolli d’intesa
un’efficace alleanza collettiva tra Scuola, Mondo del lavoro e Società per l’innovazione dell’Istruzione, facendo sì che nell’era digitale ” la Scuola diventi il più potente moltiplicatore di domanda di innovazione e cambiamento del nostro Paese “.

Alla luce di quanto sopra premesso esponiamo di seguito le priorità di riforma della scuola proposte per la prossima legislatura da parte dei maggiori partiti politici sotto elencati.

Il CENTRO DESTRA (FI, Lega Nord, Fratelli d’Italia ) propone di migliorare la Buona Scuola, di valorizzare maggiormente aggiornamento e meritocrazia dei docenti, di rilanciare l’istruzione tecnica, di migliorare il rapporto Scuola –Lavoro…continua

Il PARTITO DEMOCRATICO quale promotore della legge 107/2005 intende riforme migliorative per gratificare il personale docente con aumenti salariali, per garantire la continuità didattica per gli studenti, per introdurre la chiamata dei docenti per competenze da parte del Capo di Istituto, per valorizzare il merito del personale docente… continua

LIBERI e UGUALI dichiara di cancellare la logica della cosiddetta “Buona Scuola”, dandosi quale obiettivo fondamentale quello di contrastare la dispersione scolastica e di creare condizioni di uguaglianza sostanziale, attraverso una Scuola realmente gratuita, con il “tempo scuola” riqualificato e ampliato, moltiplicando l’offerta pubblica di nidi e rendendo universale la scuola dell’infanzia. L’alternanza scuola-lavoro è da rivedere completamente…continua

Il M5S proclama l’abolizione tout cour della legge 107/2015. Propone riforme per nuove norme per la chiamata diretta dei Presidi, per l’assegnazione del bonus ai docenti, per l’Alternanza Scuola Lavoro e dichiara di voler portare in 10 anni la spesa per l’istruzione dal 7,5 % al 10,2% …continua

Il vero problema per la Scuola italiana nell’immediato futuro della XVIII legislatura consisterà principalmente nel prendere atto da parte dei docenti e degli studenti del nuovo processo di apprendimento nell’era digitale, la cui introduzione nella didattica aulica tradizionale obbliga prioritariamente il personale docente ad un aggiornamento programmato permanente per la propria disciplina di insegnamento e all’acquisizione, anche da parte dei propri alunni, di specifiche competenze digitali inerenti le nuove metodologie didattiche, tra le quali ad esempio l’innovativa didattica della “ Flipped Classroom “ (Classe capovolta), sponsorizzata a suo tempo anche dall’ex-Ministro dell’Istruzione Tullio De Mauro .

Per conseguire tali importanti obiettivi nella prossima legislatura, purtroppo, non bastano soltanto gli aumenti salariali ai docenti dalla scuola materna ai licei. Occorre un innovativo Piano nazionale di aggiornamento-riqualificazione retribuito del personale docente con verifica triennale da parte di apposite Commissioni di esperti, nominate dal MIUR per la realizzazione di una Scuola italiana altamente competitiva, inclusiva, aperta alle innovazioni della Digital Economy della Terza Rivoluzione Industriale digitale.

Sarà altresì necessario per le future riforme della scuola tener conto da parte del nuovo Parlamento delle best practices di modelli scolastici già realizzati in tale direzione in alcuni Paesi dell’UE quali la Finlandia, nonché la Repubblica di Estonia, collocata nel Rapporto OCSE 2017 al vertice delle classifiche dei Paesi dell’OCSE quale eccellenza tra i sistemi scolastici più efficienti a livello internazionale per selezione, formazione, aggiornamento e retribuzione del personale docente e tuttora classificata tra i primi Paesi al mondo dopo Singapore e Giappone per innovazione, diffusione ed utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, come Internet e l’e-commerce, nonché per qualità di istruzione dei suoi studenti, risultati primi in Europa nel Rapporto Pisa.

Dall’introduzione delle suddette best practices anche nel nostro sistema di istruzione saranno avvantaggiati soprattutto i nostri studenti, per i quali “ il nuovo processo di apprendimento consisterà principalmente in un atteggiamento partecipativo e creativo che l’insegnante dovrà saper suscitare nello studente, affinchè questi sappia trasferire altrove (transfert) tutto ciò che ha appreso a scuola (strutture del sapere, contenuti disciplinari…), attraverso l’acquisizione di specifiche competenze digitali, linguistiche, relazionali, tecnologiche …”.
Per il conseguimento di tali obiettivi sarà necessario “ aumentare le risorse che lo Stato destina attualmente al comparto Istruzione dall’attuale 7,9% alla media europea del 10,2% del PIL“.

In conclusione la nuova Scuola 4.0 decollata con il PNSD avrà un ruolo culturale- educativo rilevante nell’attuale fase di transizione della Società italiana ed europea dalla seconda Rivoluzione Industriale alla Terza Rivoluzione Industriale digitale, la quale, per essere realizzata in Italia, sostiene il noto economista americano Jeremy Rifkin in un suo articolo sul settimanale L’Espresso del 28/1/2018, sarà necessario quale obiettivo politico prioritario (del nuovo Governo della XVIII legislatura) la creazione e l’estensione a livello regionale di una nuova struttura italiana dominante intelligente ad alto tasso di integrazione digitale che coinvolgerà con l’avvento della Digital Economy ogni settore per i prossimi 40 anni : dalle Comunicazioni all’istruzione, ai settori dell’elettronica, delle telecomunicazioni, dei trasporti, del manifatturiero, dell’agricoltura etc…con nuove figure professionali e milioni di posti di lavoro.

In tale ottica la Commissione Europea ha creato nel 2017 per lo sviluppo economico dei Paesi membri il così detto “ fondo Juncker” di 630 miliardi di euro dedicato in parte proprio alla creazione della nuova infrastruttura intelligente per la digitalizzazione dell’Economia italiana ed europea, tramite la quale, conclude Jeremy Rifkin, sarà possibile realizzare un unico spazio economico integrato nei 28 Paesi dell’UE con l’auspicabile ruolo guida dell’Italia per la creazione di una Smart Europe.


PRIMO PIANO

Il Nuovo Contratto Scuola

Dopo quasi dieci anni di blocco e’ stato rinnovato il nuovo contratto nazionale Scuola che interessa un milione di addetti ai lavori tra docenti, personale Ata (Amministrativi, Tecnici E Ausiliari) e gli addetti dell'Università e della Ricerca.
Secondo Cgil Cisl e Uil della scuola il presente Contratto «segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell'imminenza del loro rinnovo».
Queste le principali innovazioni:
  • Gli aumenti contrattuali variano da un minimo di 81 euro a un massimo di 111 euro
  • Ferie e permessi rimangono invariati sia per il personale docente che per gli ATA
  • Possibilità di mobilità annuale se non trasferiti su scuola
  • Per le sanzioni disciplinari si concorderà in una successiva sequenza contrattuale
  • L'orario di servizio rimane invariato…… continua

Piano integrato per iniziative di informazione e di prevenzione del cyberbullismo nelle Scuole

Le nuove linee di orientamento per l’attuazione della L. 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, emanate dal MIUR nel documento allegato danno precise indicazioni per la relizzazione di un apposito Piano integrato inerente iniziative di informazione e di prevenzione del cyberbullismo con il coinvolgimento dei servizi socio-educativi territoriali, in sinergia con le scuole, anche attraverso periodiche campagne informative, di prevenzione e di sensibilizzazione avvalendosi dei media, degli organi di comunicazione, di stampa e di enti privati… continua

Piano nazionale per l'educazione al rispetto - Linee Guida Nazionali

Le Linee Guida Nazionali per l’attuazione dell’art. 1, comma 16 L. 107/2015 per Educare al rispetto, per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione, come annunciato da Comunicato MIUR, sono il frutto di un tavolo tecnico istituito dal MIUR con DD prot. del 30/10/2015, presieduto dal Direttore generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione.
Il “Piano nazionale per l’educazione al rispetto” è finalizzato a promuovere nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado un insieme di azioni educative e formative volte ad assicurare l’acquisizione e lo sviluppo di competenze trasversali, sociali e civiche, che rientrano nel più ampio concetto di educazione alla cittadinanza attiva e globale.
L’impianto complessivo del Piano è ispirato ai principi espressi dall’art. 3 della Carta Costituzionale… continua


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 XVII Legislatura - dicembre 2017 Riduci

LA SCUOLA NELLA FINANZIARIA 2018

Gli interventi legislativi sulla Scuola in vigore dal 1° gennaio 2018



In riferimento alla Legge di Bilancio 2018 il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha dichiarato che gli interventi finanziari approvati per la Scuola rappresentano “ un importante e doveroso investimento sulle nuove generazioni e sul sistema Paese nel suo complesso” con proposte legislative concrete riguardanti crescita, innovazione, occupazione, inclusione ed equità sociale.

Le nuove disposizioni più significative sulla Scuola in vigore dal 1° gennaio 2018 con legge 27 dicembre 2017, n. 205 sono riportate nei seguenti commi dell’art.1:

c.591. Retribuzione di posizione di parte fissa dei dirigenti scolastici
In ragione delle competenze attribuite ai dirigenti scolastici, al fine della progressiva armonizzazione della retribuzione di posizione di parte fissa a quella prevista per le altre figure dirigenziali del comparto Istruzione e Ricerca, nel fondo da ripartire per l'attuazione dei contratti del personale delle amministrazioni statali, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, e' istituita una apposita sezione con uno stanziamento di 37 milioni di euro per l'anno 2018, di 41 milioni di euro per l'anno 2019 e di 96 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020, da destinare alla contrattazione collettiva nazionale in applicazione dell'articolo 48, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Le risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici sono integrate con quelle previste dall'articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, da destinare prioritariamente all'intervento di cui al primo periodo.

c. 592. Valorizzazione della professionalita' dei docenti scuole statali
Al fine di valorizzare la professionalita' dei docenti delle istituzioni scolastiche statali, e' istituita un'apposita sezione nell'ambito del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, con uno stanziamento di 10 milioni di euro per l'anno 2018, di 20 milioni di euro per l'anno 2019 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020.

c.594. Figure professionali di educatore professionale socio-pedagogico e di pedagogista
L'educatore professionale socio-pedagogico e il pedagogista operano nell'ambito educativo, formativo e pedagogico, in rapporto a qualsiasi attivita' svolta in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, in una prospettiva di crescita personale e sociale, secondo le definizioni contenute nell'articolo 2 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, perseguendo gli obiettivi della Strategia europea deliberata dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000. Le figure professionali indicate al primo periodo operano nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni eta', prioritariamente nei seguenti ambiti: educativo e formativo; scolastico; socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio-educativi; della genitorialita' e della famiglia; culturale; giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell'integrazione e della cooperazione internazionale. Ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, le professioni di educatore professionale socio-pedagogico e di pedagogista sono comprese nell'ambito delle professioni non organizzate in ordini o collegi.

c.595. Qualifica di educatore professionale socio-pedagogico
La qualifica di educatore professionale socio-pedagogico e' attribuita con laurea L19 e ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65. La qualifica di pedagogista e' attribuita a seguito del rilascio di un diploma di laurea abilitante nelle classi di laurea magistrale LM-50 Programmazione e gestione dei servizi educativi, LM-57 Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua, LM-85 Scienze pedagogiche o LM-93 Teorie e metodologie dell'e-learning e della media education. Le spese derivanti dallo svolgimento dell'esame previsto ai fini del rilascio del diploma di laurea abilitante sono poste integralmente a carico dei partecipanti con le modalita' stabilite dalle universita' interessate. La formazione universitaria dell'educatore professionale socio-pedagogico e del pedagogista e' funzionale al raggiungimento di idonee conoscenze, abilita' e competenze educative rispettivamente del livello 6 e del livello 7 del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03 del Consiglio, del 22 maggio 2017, ai cui fini il pedagogista e' un professionista di livello apicale.

c.596. La qualifica di educatore professionale socio-sanitario e' attribuita a seguito del rilascio del diploma di laurea abilitante di un corso di laurea della classe L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione, fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanita' 8 ottobre 1998, n. 520. 597. In via transitoria, acquisiscono la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico, previo superamento di un corso intensivo di formazione per complessivi 60 crediti formativi universitari nelle discipline di cui al comma 593, organizzato dai dipartimenti e dalle facolta' di scienze dell'educazione e della formazione delle universita' anche tramite attivita' di formazione a distanza, le cui spese sono poste integralmente a carico dei frequentanti con le modalita' stabilite dalle medesime universita', da intraprendere entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, coloro che, alla medesima data di entrata in vigore, sono in possesso di uno dei seguenti requisiti:

a) inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo di educatore;
b) svolgimento dell'attivita' di educatore per non meno di tre anni, anche non continuativi, da dimostrare mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell'interessato ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
c) diploma rilasciato entro l'anno scolastico 2001/2002 da un istituto magistrale o da una scuola magistrale.

c.598. Acquisiscono la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato negli ambiti professionali di cui al comma 594, a condizione che, alla medesima data, abbiano eta' superiore a cinquanta anni e almeno dieci anni di servizio, ovvero abbiano almeno venti anni di servizio.

c.599. I soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, hanno svolto l'attivita' di educatore per un periodo minimo di dodici mesi, anche non continuativi, documentata mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell'interessato ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, possono continuare ad esercitare detta attivita'; per tali soggetti, il mancato possesso della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico o di educatore professionale socio-sanitario non puo' costituire, direttamente o indirettamente, motivo per la risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro in corso alla data di entrata in vigore della presente legge ne' per la loro modifica, anche di ambito, in senso sfavorevole al lavoratore.

c. 600. L'acquisizione della qualifica di educatore socio-pedagogico, di educatore professionale socio-sanitario ovvero di pedagogista non comporta, per il personale gia' dipendente di amministrazioni ed enti pubblici, il diritto ad un diverso inquadramento contrattuale o retributivo, ad una progressione verticale di carriera ovvero al riconoscimento di mansioni superiori.

c.601. All'attuazione delle disposizioni dei commi da 594 a 600 si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

c.602. Nuove disposizioni in deroga per supplenze brevi personale ATA
Le istituzioni scolastiche ed educative statali possono conferire incarichi per supplenze brevi e saltuarie ai sensi dell'articolo 1, comma 78, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in sostituzione degli assistenti amministrativi e tecnici assenti, a decorrere dal trentesimo giorno di assenza, in deroga all'articolo 1, comma 332, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nell'ambito del limite di spesa di cui all'articolo 1, comma 129, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, a tal fine incrementato di 19,65 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018.

c.605. Bando per concorso DSGA entro il 2018
E' bandito entro il 2018, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, un concorso pubblico per l'assunzione di direttori dei servizi generali ed amministrativi, nei limiti delle facolta' assunzionali ai sensi dell'articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Gli assistenti amministrativi che, alla data di entrata in vigore della presente legge, hanno maturato almeno tre interi anni di servizio negli ultimi otto nelle mansioni di direttore dei servizi generali ed amministrativi possono partecipare alla procedura concorsuale di cui al primo periodo anche in mancanza del requisito culturale di cui alla tabella B allegata al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola sottoscritto in data 29 novembre 2007, e successive modificazioni.

c.606. Proroga fino al 2020/2021 dei collocamenti fuori ruolo del personale dirigente e docente per attività di prevenzione del disagio psico-sociale… All'articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n.190, le parole: « 2019/2020 » sono sostituite dalle seguenti: «2020/2021 ».

c.607. Concorso per assunzione di personale presso il Ministero P.I. per gestione del contenzioso
Al fine di ridurre gli adempimenti burocratici a carico delle istituzioni scolastiche autonome per lo svolgimento di attivita' amministrative non strettamente connesse alla gestione del servizio istruzione, rafforzando le funzioni istituzionali di supporto alle medesime dell'Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca in materie che richiedono competenze tecniche specialistiche non facilmente reperibili all'interno delle stesse istituzioni scolastiche, quale, a titolo di esempio, la gestione del contenzioso, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e' autorizzato ad avviare le procedure concorsuali per il reclutamento, a decorrere dall'anno 2018, nei limiti della vigente dotazione organica, di 258 unita' di personale, dotate di competenze professionali di natura amministrativa, giuridica e contabile, di cui 5 dirigenti di seconda fascia e 253 funzionari, area III, posizione economica F1. 608. Fermo restando quanto stabilito dal secondo comma dell'articolo 417-bis del codice di procedura civile, a seguito delle assunzioni del personale all'esito delle procedure concorsuali di cui al comma 607, per la gestione delle controversie relative ai rapporti di lavoro del personale della scuola, i dirigenti territorialmente competenti e i direttori generali degli uffici scolastici regionali possono avvalersi dei dirigenti delle istituzioni scolastiche nella fase istruttoria della predisposizione della documentazione difensiva e, compatibilmente con il numero di unita' di personale a disposizione, non delegano ai medesimi la rappresentanza e la difesa in giudizio dell'Amministrazione. 609. Alle risorse umane necessarie per l'attuazione dei commi 607 e 608 si provvede mediante il piano straordinario di reclutamento del personale del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. 610. Le assunzioni dei vincitori delle procedure di cui al comma 608 possono essere effettuate in deroga alle ordinarie procedure autorizzatorie e alle disposizioni dell'articolo 4, commi 3, 3-bis, 3-ter e 3-quinquies, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e in aggiunta alle facolta' assunzionali di cui all'articolo 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. 611. Per l'attuazione dei commi da 607 a 610 e' autorizzata la spesa di 846.171,94 euro per l'anno 2018 e di 10.154.063,21 euro annui a decorrere dall'anno 2019. 612. Agli oneri di cui al comma 611, pari a 846.171,94 euro per l'anno 2018 e a 10.154.063,21 euro annui a decorrere dall'anno 2019, si provvede, per l'anno 2018, a valere sulle vigenti facolta' assunzionali del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e, per l'anno 2019, quanto a 1.531.074,71 euro, a valere sulle vigenti facolta' assunzionali del medesimo Ministero e, quanto a 8.622.988,5 euro, mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.

c.613. Disponibilità di posti aggiuntivi all'organico dell'autonomia
Il fondo di cui all'articolo 1, comma 366, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e' incrementato di 50 milioni di euro per l'anno 2018 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019. I posti di cui all'articolo 1, comma 373, della predetta legge n. 232 del 2016, che si aggiungono all'organico dell'autonomia in conseguenza dell'incremento di cui al primo periodo, sono determinati nei limiti delle risorse ivi previste con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

614. Aggiornamenti delle Graduatorie di istituto
In occasione degli aggiornamenti delle graduatorie di istituto, inclusi i correlati elenchi per il sostegno didattico, relative alla scuola dell'infanzia e primaria, la valutazione del titolo abilitante e' effettuata assicurando una particolare valorizzazione ai titoli acquisiti nell'ambito di percorsi universitari.

c.615. Proroga dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa (CO.CO.CO.)
Al fine di assicurare il regolare svolgimento dell'anno scolastico 2017/2018, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa gia' stipulati per lo svolgimento di funzioni assimilabili a quelle degli assistenti amministrativi e tecnici continuano a produrre i loro effetti sino al 31 agosto 2018.

c.616. Promozione dell'educazione motoria nella scuola primaria
Al fine di perseguire l'obiettivo formativo del potenziamento delle discipline motorie e dello sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, ai sensi dell'articolo 1, comma 7, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107, nell'ambito della dotazione organica di cui all'articolo 1, comma 68, della medesima legge il 5 per cento del contingente dei posti per il potenziamento dell'offerta formativa e' destinato alla promozione dell'educazione motoria nella scuola primaria, senza determinare alcun esubero di personale o ulteriore fabbisogno di posti.

c.619. Apposito bando entro il 28 febbraio 2018 per l’immissione in ruolo di personale CO.CO.CO.
Al fine di assicurare la regolare prosecuzione del servizio scolastico, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca indice entro il 28 febbraio 2018 una procedura selettiva per titoli e colloqui finalizzata all'immissione in ruolo, a decorrere dall'anno scolastico 2018/2019, del personale che alla data di entrata in vigore della presente legge e' titolare di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati con le istituzioni scolastiche statali ai sensi dei decreti attuativi dell'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, per lo svolgimento di compiti e di funzioni assimilabili a quelli propri degli assistenti amministrativi e tecnici. Il bando definisce requisiti, modalita' e termini per la partecipazione alla selezione. Le immissioni in ruolo dei vincitori avvengono nell'ambito dell'organico del personale assistente amministrativo e tecnico di cui all'articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, fermo restando quanto disposto dall'articolo 1, comma 334, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, a valere sui posti accantonati in attuazione dei decreti di cui al primo periodo. I vincitori sono assunti anche a tempo parziale, nei limiti di una maggiore spesa di personale, pari a 5,402 milioni di euro nel 2018 e a 16,204 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. I rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati a tempo pieno o incrementati nel numero di ore se non in presenza di risorse certe e stabili. 620. Per lo svolgimento della procedura selettiva di cui al comma 619 e' autorizzata la spesa di 10.000 euro nel 2018. 621. All'onere derivante dall'attuazione dei commi 619 e 620 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 622. Al fine di stabilizzare il personale di cui all'articolo 1, comma 745, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, titolare di contratti di lavoro attivati dall'ufficio scolastico provinciale di Palermo e prorogati ininterrottamente, per lo svolgimento di funzioni corrispondenti a quelle di collaboratori scolastici, in forza nelle istituzioni scolastiche di cui all'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, e all'articolo 9 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 23 luglio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000, tuttora in servizio ai sensi dell'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, e' avviata dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca un'apposita procedura selettiva per titoli e colloquio. 623. Con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, previo assenso del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministero dell'economia e delle finanze, e' definito apposito bando, da pubblicare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge che determina il numero dei posti, le modalita' e i termini per la partecipazione alla selezione di cui al comma 622. 624. Le assunzioni, a seguito dell'espletamento della procedura di cui al comma 622, avvengono anche a tempo parziale nei limiti delle risorse finanziarie di cui al comma 625 e comunque nei limiti corrispondenti ai posti di organico di diritto attualmente accantonati. I rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati a tempo pieno o incrementati nel numero delle ore se non in presenza di risorse certe e stabili. 625. Per le assunzioni di cui ai commi da 622 a 624 si provvede nel limite di spesa di euro 3.500.000 per l'anno 2018 e di euro 8.700.000 a decorrere dal 2019. 626. Il personale incluso negli elenchi allegati alla convenzione tra l'Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e le cooperative sociali alla data del 24 febbraio 2014, che non rientra tra le assunzioni di cui al commi da 622 a 624, e' iscritto in apposito albo, dal quale gli enti territoriali possono attingere per nuove assunzioni di personale, nel rispetto dell'analisi del fabbisogno e della sostenibilita' finanziaria. 627. Nelle more dell'espletamento della selezione di cui al comma 622, il termine del 31 dicembre 2017 di cui all'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, relativo alle previsioni di cui all'articolo 1, comma 745, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e' differito al 30 agosto 2018. A tal fine e' autorizzata la spesa di 12 milioni di euro per l'anno 2018.

c.628. Utilizzo Fondi PON 2014/2020 esteso anche alle Province Autonome di Trento e Bolzano
Alle misure del Programma operativo nazionale « Per la scuola - competenze e ambienti per l'apprendimento », relativo alla programmazione 2014/2020, di cui alla decisione C (2014) 9952 della Commissione, del 17 dicembre 2014, partecipano anche le istituzioni formative accreditate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi del capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, che fanno parte della Rete nazionale delle scuole professionali, di cui all'articolo 7, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61, per il raggiungimento degli scopi ivi indicati.


Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (testo integrale)


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 XVII Legislatura - luglio agosto settembre 2017 Riduci

Il Piano Scuola Digitale
incontra il Paese

Roma 26 luglio 2017


Il Piano Digitale è traino per innovazione. Dai laboratori per le periferie, ai fondi per il registro elettronico: i prossimi 16 passi


Si è svolto a Roma il 26 luglio 2017 l’evento clou del Piano Scuola Digitale previsto dalla legge 107/2015 – La Buona Scuola dell’ex Governo Renzi con l’allora Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini...per rilanciare le alleanze istituzionali, territoriali e con le imprese a sostegno dell’innovazione del sistema di Istruzione.

Imprese, Società civile e Scuola con l’avvento del digitale in tutti i settori dall’istruzione, al commercio, al lavoro, alle comunicazioni ...possono ora lavorare insieme “ interconnessi “ per creare un ecosistema di innovazione attorno alla scuola, quale volano per la ripresa economica e occupazionale del Paese Italia con conseguente aumento del PIL.

Soltanto una scuola più innovativa è, infatti, in grado di permettere alle imprese italiane che lavorano con la scuola di crescere e di diventare autorevoli nei mercati internazionali.

Per questo il Governo ha messo in campo in questi ultimi mesi investimenti importanti destinati al Piano Banda Ultra-Larga per la piena attuazione della didattica digitale in tutte le Scuole.

I dati emersi dalle rilevazioni dell’Osservatorio Scuola Digitale sulle 3.500 scuole al momento campionate certificano che il 97% degli edifici scolastici è connesso ad Internet per la didattica, il 48% degli edifici è interamente cablato, il 75% dei laboratori è cablato e connesso, il 56% delle aule è cablato e connesso, l’82% delle scuole per comunicare con le famiglie utilizza strutturalmente il registro elettronico di classe.

Altri dati significativi dell’Osservatorio Scuola Digitale sulle suddette scuole riguardano inziative e competenze digitali, quali i percorsi di cittadinanza digitale, creatività digitale, pensiero computazionale, economia imprenditorialità, e inoltre utenze attivate per la Carta del docente 568.033, Carte dello studente attivate per l’accesso a sconti e agevolazioni 1 milione...

All’importante evento nazionale digitale hanno partecipato Dirigenti scolastici, docenti, Imprese, Fondazioni e Associazioni, nonchè Rappresentati di Stato, Regioni, Province, Comuni, tra i quali Antonello Giacomelli, Sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico con Delega alle Telecomunicazioni, Debora Serracchiani, Referente per l’Agenda Digitale per le Regioni, Elio Catania Presidente di Confindustria Digitale, Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio, Cristina Grieco, Assessora all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Toscana, Valentina Aprea, Assessora all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Lombardia, Flavia Marzano, Assessora Roma semplice della Città di Roma, Maria Luisa Chiofalo, Assessora alle Politiche socioeducative, all’Innovazione e alle Pari opportunità del Comune di Pisa, Diego Prandini, Sindaco di Casto (BS).

Nel suo intervento ufficiale la Ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli ha evidenziato alcune importanti problematiche inerenti il PDSD, dichiarando che “ La lotta alla dispersione scolastica nelle periferie con le scuole aperte al pomeriggio, l’alternanza scuola-lavoro e il Piano Nazionale Scuola Digitale sono tre delle principali strategie di apertura del sistema educativo introdotte dalla riforma ” della legge 107/2015.

Con il Piano Nazionale Scuola Digitale muoviamo una leva in più: quella dell’innovazione che necessita di nuovi finanziamenti per dotare tutte le scuole di strumenti digitali adeguati.

Gli strumenti e le iniziative digitali finanziate e annunciate dalla Ministra nel suo intervento sono le seguenti:

  1. Laboratori professionalizzanti in chiave digitale
  2. Periferie creative
  3. Amministrazione digitale semplice ed efficiente
  4. Competenze digitali delle studentesse e degli studenti che diventano strutturali negli ordinamenti secondo 4 direttrici chiave:
    - Educazione Civica Digitale
    - Pensiero Computazionale strutturale
    - STEM nelle scuole medie
    - Imprenditorialità
  5. Formazione di qualità con particolare attenzione a fornire ad ogni docente gli strumenti concreti per portare metodologie innovative in classe e sviluppare le competenze di leadership educativa che servono al nostro sistema.
Lo scopo di tali iniziative nell’ambito del PNSD, in conclusione, è quello di “ fornire alle nuove generazioni strumenti per incidere sul presente e sul domani in maniera consapevole e di sostenere le docenti e i docenti, attraverso l’aggiornamento delle loro conoscenze, nel loro ruolo di guida delle studentesse e degli studenti.
Sono loro il vero cuore del Piano Scuola Digitale“.


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 XVII Legislatura - maggio giugno 2017 Riduci

Focus

Riforma della Pubblica Amministrazione
(Riforma Madia)


Modifiche alla Riforma Brunetta (D.to L.vo n.150/2009) per la valutazione delle performance dei dipendenti pubblici e al Testo Unico del Pubblico Impiego (D.to L.vo n.165/2001)

Prossimo rinnovo del Contratto collettivo nazionale - Comparto Scuola secondo la nuova normativa


Il Consiglio dei Ministri del 19 maggio 2017, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato in esame definitivo l’attesa Riforma della Pubblica Amministrazione con i seguenti due decreti legislativi pubblicati in G.U. n. 130 del 7 giugno 2017 e in vigore dal 22 giugno 2017:

Decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 74

Valutazione della Performance dei dipendenti pubblici
finalizzato a modificare il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, in attuazione dell’articolo 17 della legge 7 agosto 2015, n. 124 inerente l’ “Attuazione di norme in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni “, di cui alla legge 4 marzo 2009, n. 15.

Queste le principali novità di riforma introdotte dal suddetto decreto con relativi obiettivi da conseguire illustrati dal Ministro Madia al termine del sopra citato CDM:

  1. Viene chiarito che il rispetto delle disposizioni in materia di valutazione costituisce non solo condizione necessaria per l’erogazione di premi, ma rileva anche ai fini del riconoscimento delle progressioni economiche, dell’attribuzione di incarichi di responsabilità al personale e del conferimento degli incarichi dirigenziali.

  2. E’ stato chiarito che la valutazione negativa delle performance, come specificamente disciplinata nell’ambito del sistema di misurazione, rileva ai fini dell’accertamento della responsabilità dirigenziale e, in casi specifici e determinati, a fini disciplinari.

  3. Ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti.

  4. Oltre agli obiettivi specifici di ogni amministrazione, è stata introdotta la categoria degli obiettivi generali, che identificano le priorità in termini di attività delle pubbliche amministrazioni coerentemente con le politiche nazionali, definiti tenendo conto del comparto di contrattazione collettiva di appartenenza.

  5. Gli Organismi indipendenti di valutazione (OIV), tenendo conto delle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell’amministrazione, dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi. A tal proposito, sono previsti strumenti e poteri incisivi per garantire il ruolo degli OIV, specie con riferimento al potere ispettivo, al diritto di accesso al sistema informatico e agli atti e documenti degli uffici.

  6. Viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa, mediante la definizione di sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi

  7. Nella misurazione delle performance individuale del personale dirigente, è attribuito un peso prevalente ai risultati della misurazione e valutazione della performance dell’ambito organizzativo di cui hanno essi diretta responsabilità.

  8. E’ definito un coordinamento temporale tra l’adozione del Piano della performance e della Relazione e il ciclo di programmazione economico-finanziaria, introducendo sanzioni più incisive in caso di mancata adozione del Piano.

  9. Sono introdotti nuovi meccanismi di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance, affidati al contratto collettivo nazionale, che stabilirà la quota delle risorse destinate a remunerare, rispettivamente, la performance organizzativa e quella individuale e i criteri idonei a garantire che alla significativa differenziazione dei giudizi corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati.

    Il testo del decreto recepisce e fa proprie, inoltre, gran parte delle osservazioni e delle indicazioni poste, nei rispettivi pareri, dalle Commissioni parlamentari, dal Consiglio di Stato e dalla Conferenza unificata.




Decreto legislativo 25 maggio 2017, N. 75

Nuovo Testo Unico del Pubblico Impiego finalizzato a modificare il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16 e 17 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Il suddetto decreto inerente la modifica del Testo Unico n.165 del 2001 interessa in modo specifico il mondo della Scuola in vista del prossimo rinnovo del Contratto collettivo nazionale - Comparto Scuola, che sarà soggetto alla nuova normativa in tema di lavoro e responsabilità dei dipendenti.

Queste le principali innovazioni introdotte

  1. Il progressivo superamento della “dotazione organica” come limite alle assunzioni, fermi restando i limiti di spesa, attraverso il nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”, con la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni differenziati in base agli effettivi fabbisogni, la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici e la previsione di un sistema informativo nazionale volto ad orientare la programmazione delle assunzioni.

  2. L’introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, finalizzate ad accelerare e rendere concreta e certa nei tempi l’azione disciplinare.

  3. L’aggiornamento delle procedure, prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell’azione amministrativa.

  4. La previsione nelle procedure concorsuali pubbliche di meccanismi di valutazione finalizzati a valorizzare l’esperienza professionale acquisita da coloro che hanno avuto rapporti di lavoro flessibile con le amministrazioni pubbliche, con esclusione, in ogni caso, dei servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici e ferma restando, comunque, la garanzia di un adeguato accesso dall’esterno.

  5. La possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata e la previsione dell’accertamento della conoscenza della lingua inglese e di altre lingue, quale requisito di partecipazione al concorso o titolo di merito valutabile dalle commissioni giudicatrici, e la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca.

  6. La disciplina delle forme di lavoro flessibile, anche al fine di prevenire il precariato, unitamente ad una soluzione transitoria per superare il pregresso: viene stabilito a regime il divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione e vengono introdotte specifiche procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti.

  7. L’integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità attraverso l’istituzione di una Consulta nazionale composta da rappresentanti delle amministrazioni pubbliche centrali e territoriali, e la nomina, da parte delle amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti, di un responsabile dei processi di inserimento

  8. La definizione delle materie escluse dalla contrattazione integrativa, anche al fine di assicurare la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del merito e la parità di trattamento tra categorie omogenee, nonché di accelerare le procedure negoziali.

  9. La riorganizzazione delle funzioni di accertamento medico legale in caso di assenze per malattia, con l’attribuzione all’I.N.P.S. delle relative competenze.

  10. La razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, lo sviluppo di sistemi di misurazione dei risultati raggiunti dall’organizzazione e dai singoli dipendenti e forme di semplificazione specifiche per i diversi settori della pubblica amministrazione.

Normativa di riferimento della Riforma Madia


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 XVII Legislatura - aprile 2017 Riduci

Focus

Approvate dal CDM
le Deleghe della Buona Scuola

Previsto un disegno di legge delega specifico e successivo presumibilmente in tempi brevi per la
revisione del Testo unico sulla scuola



Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del 7 aprile 2017 delle otto DELEGHE, di cui all'articolo 1, commi 180 e 181, lettere a)-b)- c)-d)-e)-f)-g)-h)-i) della legge 107/2015 viene ulteriormente completata l’attuazione legislativa della Buona Scuola, mentre per l’approvazione dell’importante Delega inerente l’elaborazione del Nuovo Testo Unico dell’istruzione si prevede un Disegno di legge governativo specifico da presentare in tempi brevi.

I provvedimenti contenuti nelle otto deleghe, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, “ sono il frutto di un lungo lavoro di consultazione in sede parlamentare, nelle commissioni competenti.
In Parlamento sono stati auditi circa cento soggetti fra organizzazioni sindacali, associazioni dei genitori, delle studentesse e degli studenti, delle e degli insegnanti, delle famiglie, esperti, che hanno consentito di arricchire e migliorare i testi.”

I decreti attuativi approvati dal CDM contribuiscono certamente in modo rilevante al cambiamento culturale della Scuola intesa “ come comunità aperta, innovativa, inclusiva ” e riguardano direttamente i seguenti importanti aspetti didattici, formativi e legislativi del personale docente, direttivo e ATA, nonché studenti e famiglie delle Scuole di ogni ordine e grado:

  1. il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

  2. la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;

  3. la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;

  4. l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

  5. diritto allo studio;

  6. la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

  7. il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;

  8. l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato. normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.


In attesa della pubblicazione dei testi integrali definitivi degli otto decreti legislativi attuativi sopra enunciati, riportiamo di seguito per ogni singola DELEGA la scheda-sintesi proposta dal MIUR con relativo link di approfondimento.



Reclutamento e formazione iniziale delle e dei docenti nella scuola secondaria di I e II grado

Cambia il sistema di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado, con un nuovo modello di reclutamento e formazione iniziale che punta a: evitare che si formino nuove sacche di precariato; offrire orizzonti temporali certi e un percorso chiaro fra concorso e immissione in ruolo alle giovani e ai giovani che vogliono insegnare; garantire l’elevata qualificazione del percorso di formazione delle future e dei futuri docenti.

Oggi chi vuole diventare insegnante della scuola secondaria deve abilitarsi, dopo la laurea, attraverso un tirocinio formativo (TFA). L’abilitazione dà accesso alle graduatorie di istituto per le sole supplenze. Per entrare in ruolo, infatti, bisogna attendere e superare un concorso. Dal 1999 il primo concorso bandito in tempi recenti è stato quello del 2012 seguito, poi, da quello del 2016. Con lunghi periodi di attesa e di vuoto, senza certezze per le e gli aspiranti docenti.

Con l’approvazione del nuovo decreto, tutte le laureate e tutti i laureati potranno partecipare ai concorsi, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche. I concorsi avranno cadenza biennale, il primo sarà nel 2018.

Il nuovo concorso prevede due scritti (tre per il sostegno) e un orale. Chi lo passa entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT), con una retribuzione crescente che parte fin dal periodo della formazione. Le docenti e i docenti vengono valutati per tutta la durata del percorso. Alla fine del triennio, se la valutazione è positiva, vengono immessi in ruolo. Niente più anni di attesa nelle graduatorie dei supplenti, dunque, ma un percorso certo e definito per diventare insegnanti.

Il decreto prevede una fase transitoria che, in prosecuzione con il Piano di assunzioni della Buona Scuola, continua ad offrire risposte al precariato storico. Saranno esaurite innanzitutto le Graduatorie ad esaurimento e quelle dell’ultimo concorso del 2016. Ci saranno delle procedure concorsuali specifiche per chi sta già insegnando come supplente da tempo. Per le docenti e i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto ci sarà un concorso nel 2018 con una prova orale seguita - quando si verificherà disponibilità di posti – da un anno di servizio con una valutazione finale. I partecipanti entreranno in ruolo, dunque, dopo una ulteriore verifica in classe. Le iscritte e gli iscritti nelle terze fasce di istituto, quelli con 3 anni di servizio, potranno accedere a concorsi con uno scritto e un orale, se vincitori accederanno al percorso FIT facendo il primo e terzo anno... continua



Inclusione delle studentesse e degli studenti con disabilità

Garantire una scuola sempre più accogliente alle alunne e agli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo - anche e soprattutto attraverso la formazione in servizio – tutte le componenti del personale scolastico. Questo l’obiettivo del provvedimento approvato.

Insegnanti sempre più preparati: viene rivista la formazione iniziale delle e dei docenti di sostegno dell’infanzia e della primaria, attraverso l’istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc a cui si accede dopo aver conseguito la laurea in Scienze della formazione primaria, comprensiva di 60 crediti sulla didattica dell’inclusione. Tutte le future e tutti i futuri docenti, anche nella secondaria, avranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi.

Coinvolgere tutto il personale nella formazione non vuol dire immaginare una riduzione delle docenti e dei docenti di sostegno, ma una maggiore partecipazione di tutte le componenti sul tema dell’inclusione, perché questa possa realizzarsi concretamente. La proposta di quantificazione del personale sul sostegno sarà fatta, infatti, dal dirigente scolastico sulla base del Progetto educativo individualizzato (PEI) di ciascuna alunna e ciascun alunno con disabilità e in coerenza con il Piano dell’inclusione di ciascuna scuola.

Il provvedimento introduce l’obbligo di tenere conto della presenza di alunne e alunni diversamente abili per l’assegnazione del personale Ata alle scuole. Nel processo di valutazione delle istituzioni scolastiche viene introdotto il livello di inclusività. Ogni scuola dovrà predisporre, nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa, un Piano specifico per l’inclusione. Vengono poi rivisti, razionalizzati e rafforzati nelle loro funzioni gli organismi che operano a livello territoriale per il supporto all’inclusione, con un maggiore coinvolgimento di famiglie e associazioni.

Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità si arricchiscono di nuove professionalità: ci saranno un medico legale e due medici specialisti scelti fra quelli in pediatria e in neuropsichiatria infantile. Per la prima volta le e i supplenti potranno avere contratti pluriennali. In caso di un rapporto positivo con l’alunna o l’alunno e su richiesta delle famiglie le docenti e i docenti con contratto a termine potranno essere riconfermati per più anni senza passare dalle annuali trafile di assegnazione della supplenza. Viene rafforzato l’Osservatorio permanente per l’inclusione insediato al Miur.


Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale

Un sistema di istruzione e formazione professionale che educhi le nuove generazioni al “saper fare di qualità”, consentendo una rapida transizione dal sistema educativo al mondo del lavoro. Lo prevede il decreto approvato oggi che si pone l’obiettivo di dare una chiara identità agli istituti professionali, innovare e rendere più flessibile la loro offerta formativa, superare l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e mettere ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali.

I percorsi durano 5 anni: biennio più triennio. Gli indirizzi, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, passano da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Si punta ad una sempre maggiore personalizzazione degli apprendimenti in modo tale che le studentesse e gli studenti, attraverso un progetto formativo individuale, possano sviluppare e acquisire competenze che li aiutino nell’accesso del mondo del lavoro. Nel biennio vengono inseriti gli assi culturali, ovvero aggregazioni di insegnamenti omogenei che forniscono competenze chiave di cittadinanza alle giovani e ai giovani, e si dà maggiore spazio all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato.

Le scuole potranno utilizzare le loro quote di autonomia in relazione all’orario complessivo per rafforzare i laboratori e qualificare la loro offerta in modo flessibile. Gli istituti potranno, poi, avvalersi del contributo di esperti del mondo del lavoro e delle professioni e attivare partenariati per migliorare l’offerta formativa.

Conseguita la qualifica triennale, le studentesse e gli studenti potranno scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi di Istruzione Professionale o dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale e conseguire un diploma professionale tecnico. Al termine dei percorsi di istruzione professionale, in quelle che diventano vere e proprie “scuole territoriali di innovazione”, le ragazze e i ragazzi conseguono il diploma quinquennale di istruzione secondaria di II grado, grazie al quale potranno accedere agli Istituti tecnici superiori (ITS), alle Università e alle Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), in base alle loro inclinazioni e ai loro desideri.

Le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale e le istituzioni formative accreditate per fornire percorsi di Istruzione e Formazione professionale (di competenza regionale) entrano a far parte della Rete nazionale delle Scuole Professionali: finalmente un’offerta formativa unitaria, articolata e integrata sul territorio. Il sistema sarà in vigore a partire dall’anno scolastico 2018/2019. Un tavolo coordinato dal Miur - al quale prendono parte le Regioni, gli Enti locali, le Parti Sociali, gli altri Ministeri interessati, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione (Invalsi), l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire), l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) e l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro (Anpal) - monitora i percorsi dell’istruzione professionale e aggiorna gli indirizzi con cadenza almeno quinquennale. Vengono stanziati oltre 48 milioni a regime per incrementare il personale necessario all’attuazione delle novità previste. Sarà stabilizzato lo stanziamento di 25 milioni all’anno per l’apprendistato formativo.


Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni

I servizi per l’infanzia escono dalla dimensione assistenziale ed entrano a pieno titolo nella sfera educativa. Viene istituito infatti per la prima volta un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni per garantire “ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Particolare attenzione verrà data alle bambine e ai bambini con disabilità.

Attraverso la costituzione del Sistema integrato progressivamente si estenderanno, amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. I servizi saranno organizzati all’interno di un assetto di competenze tra i diversi attori in campo (Stato, Regioni, Enti locali) chiaro ed efficiente. Per finanziare il nuovo Sistema viene creato un Fondo specifico (239 milioni all’anno a regime) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali.

Il decreto prevede un Piano di azione nazionale di attuazione che coinvolgerà attivamente tutti gli attori in campo. Anche le famiglie saranno coinvolte attraverso gli organismi di rappresentanza. Sarà promossa la costituzione di Poli per l’infanzia per bambine e bambini di età fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi. I Poli serviranno a potenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolastico. I Poli saranno finanziati anche attraverso appositi fondi Inail (150 milioni per la parte edilizia). Sarà prevista la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, nell’ottica di garantire una sempre maggiore qualità del sistema. Per la prima volta sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie.

È prevista una specifica governance del Sistema integrato di educazione e di istruzione. Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca spetterà un ruolo di coordinamento, indirizzo e promozione, in sintonia con le Regioni e gli Enti locali, sulla base del Piano di Azione Nazionale che sarà adottato dal Governo.



Diritto allo studio

Una nuova governance per garantire una maggiore partecipazione delle studentesse e degli studenti e delle famiglie. La promozione di un sistema di welfare fondato su livelli di prestazioni nazionali, misure su libri di testo, tasse scolastiche, trasporti. Il potenziamento della carta dello studente IoStudio. Oltre sessanta milioni di investimento fra borse di studio, mobilità, supporti per la didattica. Questi i principali contenuti del decreto sul Diritto allo Studio.

In particolare, il provvedimento prevede l’istituzione di una Conferenza Nazionale. Una novità assoluta che consentirà una governance più partecipata: al tavolo ci saranno Associazioni dei genitori e delle studentesse e degli studenti, Consulte provinciali delle studentesse e degli studenti, il Miur, ma anche Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Comuni.

Sono previsti specifici finanziamenti per sostenere il welfare studentesco: 30 milioni vengono destinati per il 2017 (diventano 39,7 a regime dal 2019) alla copertura di borse di studio grazie alle quali studentesse e studenti delle scuole secondarie di II grado potranno avere supporto per l’acquisto di materiale didattico, per trasporti, per accedere a beni di natura culturale. Si tratta, a regime, di quasi 30 milioni in più rispetto allo stanziamento previsto dal testo iniziale, prima del passaggio parlamentare.

Altri 10 milioni (all’anno, fino al 2019/2020) vengono stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunne e alunni con disabilità. Ancora altri 10 milioni vengono investiti, a partire dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali, per il comodato d’uso dalla primaria fino alle classi dell’assolvimento dell’obbligo. Supporto aggiuntivo anche per la scuola in ospedale e per l’istruzione domiciliare con uno stanziamento di 2,5 milioni di euro all’anno dal 2017.

È previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche - in base all’Isee - per le studentesse e gli studenti delle quarte e delle quinte della secondaria di II grado. Si parte nell’anno scolastico 2018/2019 con le quarte. Rafforzata la Carta dello studente (IoStudio) che sarà estesa anche a chi frequenta i corsi dell’Afam (Alta formazione musicale e coreutica) e ai Centri Regionali per la Formazione Professionale.



Promozione e diffusione della Cultura umanistica

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa entrano a pieno diritto nel Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Le studentesse e gli studenti potranno così sviluppare creatività, senso critico, capacità di innovazione attraverso la cultura e la pratica diretta delle arti e la conoscenza diretta e il rilancio del patrimonio storico e artistico del nostro Paese.

Dopo il Piano Nazionale Scuola Digitale, arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale che il Miur metterà in campo di concerto con il Mibact (Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo) e che conterrà una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamento dell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività. Ci saranno perciò risorse e personale.

Le scuole dovranno recepire gli indirizzi del Piano nell’ambito della loro offerta formativa e potranno costituirsi in Poli a orientamento artistico-performativo (per il primo ciclo) e in Reti (scuole secondarie di secondo grado) per condividere risorse laboratoriali, spazi espositivi, strumenti professionali, esperienze e progettazioni comuni.

Ogni istituto potrà stabilire se articolare singoli progetti o specifici percorsi curricolari anche in verticale, in alternanza scuola-lavoro o con iniziative extrascolastiche, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati e con soggetti del terzo settore che operano nel campo artistico e musicale.

Tra le novità del decreto, i percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di I grado (che rappresenteranno la naturale evoluzione delle scuole di I grado ad indirizzo musicale), una più omogenea diffusione dell’insegnamento dello strumento musicale anche attraverso le docenti e i docenti dell’organico dell’autonomia e l’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale. Promosse, inoltre, forme di collaborazione strutturata tra licei artistici, accademie di belle arti, istituti superiori per le industrie artistiche, università, enti locali e tra licei musicali e coreutici e gli istituti superiori di studi musicali e i territori.

Plurale è anche la governance di questo settore: oltre al Miur e al Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) le attività di indirizzo e coordinamento saranno gestite dall’Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), le istituzioni Afam (Alta formazione musicale e coreutica), le Università, gli Its (Istituti tecnici superiori), gli Istituti del Mibact, gli istituti di cultura italiana all’estero, soggetti pubblici e privati.

Il patrimonio culturale e artistico italiano può diventare occasione di crescita per il Paese se le nuove generazioni sapranno coniugare tradizione e innovazione. Per questo motivo l’alternanza Scuola-Lavoro, prevista dalla legge 107/2015, potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.



Il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero

Una scuola che formi cittadine e cittadini italiani anche all’estero e che diffonda e promuova il nostro patrimonio culturale fuori dai confini nazionali: è questo l’obiettivo del decreto legislativo sulle scuole italiane all’estero.

La volontà è quella di colmare le distanze e le frammentazioni oggi esistenti fra le scuole del sistema nazionale e quelle all’estero, estendendo le innovazioni introdotte dalla Buona Scuola anche negli istituti scolastici che operano fuori dal Paese. Questo si tradurrà, per esempio, nell’istituzione dell’organico del potenziamento anche all’estero. Si tratta di 50 ulteriori insegnanti (si passa da 624 a 674), nuove risorse professionali grazie alle quali si potrà lavorare di più su musica, arte o cinema e garantire il sostegno alle alunne e agli alunni che ne hanno bisogno.

Queste figure professionali verranno selezionate per la prima volta dal Miur sulla base di requisiti predisposti insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). In precedenza era il solo Maeci ad effettuare queste selezioni. È prevista per queste figure una formazione obbligatoria prima della partenza per l’estero e in servizio, così come richiesto nel territorio nazionale dopo l’entrata in vigore della Buona Scuola. I tempi di permanenza fuori dall’Italia passano dai 9 anni attuali a due periodi di 6 anni scolastici che dovranno però essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del Paese. Questo per evitare che il personale all’estero perda contatto con il sistema di istruzione e con il Paese di riferimento.

Le scuole italiane all’estero potranno partecipare ai bandi relativi al Piano nazionale scuola digitale e saranno inserite nel sistema nazionale di valutazione. Sono previste maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti che promuovono e diffondono la nostra cultura nel mondo e, infine, piena trasparenza delle scuole all’estero all’interno del portale unico della scuola.

Vengono promossi, inoltre, servizio civile e tirocini nelle istituzioni del sistema di formazione italiano nel mondo. Maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti pubblici e privati che promuovono la nostra cultura nel mondo. Viene istituita una Cabina di Regia Miur-Maeci, cui spetta il compito di riorganizzazione e coordinamento strategico del sistema.




Valutazione ed Esami di Stato

Nessun cambiamento per gli Esami di Stato di quest’anno. Le novità saranno applicate nel 2018 per l’Esame del primo ciclo e nel 2019 per la Maturità. Alla primaria e alla secondaria di I grado cambia la modalità di valutazione: restano i voti, ma saranno espressione dei livelli di apprendimento raggiunti e saranno affiancati da una specifica certificazione delle competenze. Maggiore peso viene dato alla valutazione delle competenze in ‘Cittadinanza e Costituzione’, che saranno anche oggetto di colloquio anche all’Esame di Maturità. Sono alcune delle novità previste dal decreto su valutazione ed Esami di Stato.

La valutazione nel primo ciclo: il tema dell’ammissione alla classe successiva diventa parte di un processo più ampio di presa in carico delle studentesse e degli studenti. Le attività svolte nell’ambito della disciplina trasversale ‘Cittadinanza e Costituzione’ diventano oggetto di valutazione.

Alla primaria varrà la normativa vigente: la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. Ma con una novità: viene esplicitato che l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento “parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”. Le scuole dovranno attivare, anche questa è una novità, specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni e delle alunne più deboli. Per una scuola più inclusiva e capace di non lasciare solo chi resta indietro.

Nella secondaria di I grado resta ferma la necessità di frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale per poter essere ammesse o ammessi alla classe successiva. Anche alla secondaria di I grado, a differenza di quanto avviene oggi, in un’ottica di maggiore trasparenza dei voti e in linea con le esperienza di molti Paesi europei, si può essere ammessi o ammesse alla classe successiva e all’Esame finale in caso di mancata acquisizione dei necessari livelli di apprendimento in una o più discipline. In questo caso, come per la primaria, le scuole dovranno attivare percorsi di supporto per colmare le lacune. Alla fine del I ciclo viene rilasciata una apposita certificazione delle competenze oggi già sperimentata da oltre 3.000 istituzioni scolastiche.

Esame del I ciclo. Tre scritti e un colloquio saranno le prove previste alla fine della classe terza della secondaria di I grado. Oggi le prove sono cinque più il colloquio. L’Esame viene riequilibrato e si torna a dare più valore al percorso scolastico rispetto al peso delle prove finali. Sono previste: una prova di italiano, una di matematica, una prova sulle lingue straniere, un colloquio per accertare le competenze trasversali, comprese quelle di cittadinanza. Il test Invalsi (la prova nazionale standardizzata) resta, ma si svolgerà nel corso dell’anno scolastico, non più durante l’Esame.

Esame del II ciclo. Due prove scritte e un colloquio orale. Questo il nuovo Esame. Oggi le prove scritte sono tre più il colloquio. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventa requisito di ammissione, insieme allo svolgimento della Prova nazionale Invalsi. Si viene ammessi e ammesse all’Esame con tutti sei. Fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline che insieme esprimono un voto). L’ammissione con una insufficienza incide sul credito finale con cui si accede all’Esame. Questo non vale per il voto legato al comportamento: chi ha l’insufficienza non viene ammessa o ammesso.

L’Esame sarà composto da: prima prova scritta nazionale che accerterà la padronanza della lingua italiana, seconda prova scritta nazionale su una o più discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, colloquio orale che accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza. L’esito dell’Esame oggi è espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con il decreto il voto finale resta in centesimi, ma si dà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico incide fino a 40 punti, le 2 prove scritte incidono fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti. La Commissione resta quella attuale: un Presidente esterno più tre commissari interni e tre commissari esterni. La prova Invalsi viene introdotta in quinta per italiano, matematica e inglese, ma si svolgerà in un periodo diverso dall’Esame.

Le novità per le prove Invalsi: si introduce una prova di inglese standardizzata al termine sia della primaria sia della secondaria di I e II grado per certificare, in convenzione con enti certificatori accreditati, le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. Nelle classi finali della secondaria di I e II grado la prova Invalsi è requisito per l’ammissione all’Esame, ma non influisce sul voto finale.


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 XVII Legislatura - marzo 2017 Riduci

Focus

DICHIARAZIONE di Roma

25 marzo 2017

Verso la Nuova Europa federata a più velocità



Con la DICHIARAZIONE di Roma del 25 marzo 2017,nella ricorrenza del 60° anniversario dei TRATTATI DI MA 1957
i 27 Stati membri dell’UE firmatari
si sono impegnati formalmente a conseguire l’ambizioso obiettivo di realizzare nell’arco di tempo del prossimo decennio un’Europa federata a più velocità, sicura, prospera, competitiva sulla scena mondiale, sostenibile e socialmente responsabile, in grado di vincere le sfide della globalizzazione, dell’integrazione e della New Economy.

Per il conseguimento del suddetto grandioso obiettivo riveste un ruolo fondamentale l’Educazione–Istruzione come sostenuto dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli che ha voluto inviare alle Scuole il testo del discorso che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tenuto davanti alle Camere in seduta congiunta il 22 marzo 2017, perché sia “oggetto di diffusione a tutte le studentesse e tutti gli studenti e stimolo alla loro riflessione in aula, accompagnata dalle e dai docenti ”.

E’ importante secondo il Ministro dell’Istruzione “ portare avanti con convinzione il progetto europeo e serve farlo trasmettendo alle nuove generazioni i valori che hanno ispirato la sua fondazione per rendere le nostre ragazze e i nostri ragazzi protagonisti del futuro dell’Unione".

Il Consiglio europeo di giugno 2017 potrebbe essere incaricato del seguito operativo inerente le misure da prendere dall'UE nel breve-medio termine in merito alla DICHIARAZIONE di Roma.
In tale contesto inviteremo con una LETTERA APERTA il Primo Ministro della Repubblica d’Estonia Jüri Ratas, in qualità di Presidente di turno del Consiglio UE nel secondo semestre luglio-dicembre 2017, ad inserire nell’Agenda programmatica-politica del Consiglio europeo la realizzazione delle seguenti importanti iniziative politico-istituzionali, finalizzate al migliore conseguimento degli obiettivi della DICHIARAZIONE di Roma:

  1. Emanare un’apposita direttiva europea per finanziare adeguatamente l’attuale Progetto ERASMUS per renderlo accessibile a tutti i giovani diplomati dei 27 Paesi europei già dal prossimo a.s. 2017-2018 , offrendo loro “ nuove opportunità di sviluppo culturale, sociale, professionale e di crescita economica”, nonché maggiori possibilità di trovare un lavoro in tutto il Continente europeo.
    (Enrico Letta – ex Presidente del Consiglio , ora Rettore di Sciences Po, Facoltà di politica internazionale dell'Università di Parigi, Autore del recente volume “ Contro venti e maree. Idee sull'Europa e sull'Italia. Conversazione con Sébastien MillardCopertina flessibile – 16 mar 2017 - IL MULINO)

  2. Istituire un Fondo europeo per la ristrutturazione delle Aziende in crisi tramite nuovi percorsi produttivi
    ( Enrico Letta)

  3. Coinvolgimento diretto degli oltre 508 mln di cittadini europei per la realizzazione della Federazione degli Stati Uniti d’Europa contro la deriva dei populismi (anche attraverso la promozione di Referendum da parte di ogni singolo Stato aderente… ndr).
    (Eugenio Scalfari Giornalista –Fondatore del quotidiano La Repubblica)

  4. Attuare una Conferenza internazionale presso Università Tor Vergata – Roma sul tema“ Il Processo di apprendimento – insegnamento nell’era digitale”, finalizzato a riformare ed armonizzare i programmi di insegnamento della Scuola superiore di ciascun Paese dell’UE europeo, creando nei giovani studenti già sui banchi di scuola, attraverso le nuove metodologie didattico-digitali, occasioni concrete di partecipazione al processo decisionale democratico, efficace e trasparente della gestione politica della “ Res pubblica” del proprio Paese per la realizzazione della così detta “democrazia telematica diretta” verso una società sempre più digitalizzata e interconnessa attraverso i social-media. (Ermenegildo Scipioni – Giornalista - Direttore di MinervaIstruzione.it)

PRIMO PIANO
aprile 2017

I BANDI PON SCUOLA 2014-2020
(fonte MIUR)


PON per le competenze digitali 80 milioni
Fino a 25.000 euro a scuola per 140 ore in più di digitale… “Pensiero computazionale, per sviluppare la capacità di analizzare e risolvere problemi e per apprendere le basi della programmazione. Percorsi di ‘cittadinanza digitale’ per un uso consapevole dei media, della Rete e dei dati, e per avere gli strumenti per valutare la qualità, l'integrità e la veridicità delle informazioni“...continua
http://www.istruzione.it/pon

PON per l’educazione all’imprenditorialità 50 milioni
“Importante educare studentesse e studenti ad avere spirito di iniziativa e a saper affrontare successi e fallimenti”
Pensiero computazionale, per sviluppare la capacità di analizzare e risolvere problemi e per apprendere le basi della programmazione...continua
Il bando: http://www.istruzione.it/pon/avviso_educazione-imprenditorialita.html

PON per l’orientamento 40 milioni
“Strategico per contrastare abbandono scolastico e aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere le loro vocazioni e sviluppare talenti” ...continua
Il bando: http://www.istruzione.it/pon/avviso_orientamento.html

PON per la cittadinanza globale 120 milioni
“Competenza innovativa, strategica per formare le cittadine e i cittadini di domani”
Educazione alimentare, cibo e territorio; benessere, corretti stili di vita, educazione motoria e sport; educazione ambientale; cittadinanza economica; civismo, rispetto delle diversità e cittadinanza attiva...continua
Il bando: http://www.istruzione.it/pon/

Apertura entro il prossimo settembre 2017 di una piattaforma dedicata all’alternanza scuola-lavoro,
“ …uno strumento di valutazione e monitoraggio delle esperienze di Alternanza che offra a studentesse e studenti la possibilità di segnalare dubbi e problematiche, ma anche semplificare il processo di compilazione degli adempimenti burocratici e la formazione sulla sicurezza.

L’emanazione della Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in alternanza. Un accordo con l'Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) che metterà a disposizione delle scuole 1.000 tutor esperti come punto di contatto tra le scuole e le aziende e altri 140 milioni di euro provenienti dall’Avviso dedicato all’Alternanza scuola-lavoro per favorire lo sviluppo di progetti di alta qualità (in filiera, in rete e in mobilità) inserito nel bando PON Scuola ”, emanato il 5 aprile 2017. (fonte MIUR)



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 XVII Legislatura – febbraio 2017 Riduci

Focus

La Nuova Scuola del Ministro Fedeli

“Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva,
e opportunità di apprendimento per tutti ”

Obiettivo 4. Agenda 2030 dell’ONU


Premessa
Ermenegildo Scipioni

Le linee programmatiche e le priorità politiche per l’anno 2017 della Nuova Scuola enunciate il 28 gennaio 2017 in Commissioni Cultura di Camera e Senato dal neo-Ministro dell’ Istruzione Valeri per conseguire l’ambizioso obiettivo 4. “ Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti ”, fissato dall’Agenda 2030 dell’ONU e che riguarda direttamente il futuro di tutto il Paese, possono essere così sintetizzate:

  • Scelte di politica scolastica da realizzare con la massima condivisione possibile
  • Mettere al centro delle Riforme la crescita degli studenti
  • Valutare l’operato e riconoscere il merito di dirigenti scolastici, docenti e personale ATA, secondo i migliori standard internazionali
  • Continuare il percorso di Riforma, di innovazione e di autonomia del precedente Governo
  • Contrastare la dispersione scolastica
  • Emanare nei tempi previsti i decreti attuativi delle Deleghe che costituiscono le parti più innovative e qualificanti della legge107.
La realizzazione di alcuni dei suddetti obiettivi, come già espresso da noi nel numero 1. gennaio 2017 di MinervaIstruzione.it , potrebbe di fatto essere ostacolata dall’Accordo per la mobilità 2017-2018, sottoscritto il 29 dicembre 2016 dal neo-Ministro Valeria Fedeli con le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria, che risulta, sia pure limitatamente all’a.s.2017-2018, in netto contrasto con il comma 124 della legge 107/2015 e con prevedibili effetti collaterali sulla continuità didattica triennale del POFT, nonché sulla corretta valutazione dell’operato dei dirigenti scolastici responsabili dei risultati delle attività didattiche del Piano Offerta Formativa Triennale (POFT) in questione.

La dichiarazione espressa dal Ministro dell’Istruzione sen. Valeria Fedeli in sede parlamentare “Parlare con tutte e tutti coloro che vivono e rappresentano il mondo della scuola, dell’Università e della Ricerca è e sarà il cuore del mio metodo di lavoro” lascia, tuttavia, ben sperare! A fronte anche delle numerose audizioni di ascolto e dialogo, ispirati a trasparenza e partecipazione, finora effettuate dal Ministro presso il suo Dicastero dal dicembre 2016 ad oggi. (*)

Piano Scuola: le Dieci Azioni del Ministro Fedeli

Il primo tassello della Nuova Scuola più aperta, inclusiva e innovativaè stato posto dal Ministro Fedeli il 31 gennaio 2017 con la presentazione di un importante Piano Scuola di investimento nel sapere in “ Dieci Azioni “, sotto elencate, con un finanziamento di 830 mln di euro Fondi PON - Scuola 2014-2020, finalizzati alla realizzazione di progetti da parte di Scuole Statali e Paritarie in autonomia o in Reti di scopo, nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

  1. Competenze di base (180 mln – Avviso il 20 febbraio 2017) (fonte MIUR)
  2. Competenze di cittadinanza globale (120 mln – Avviso il 17 marzo 2017)
  3. Cittadinanza europea (80 mln – Avviso il 24 marzo 2017)
  4. Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico (80 mln – Avviso il 6 aprile 2017)
  5. Cittadinanza e creatività digitale (80 mln – Avviso il 3 marzo 2017)
  6. Integrazione e accoglienza (50 mln – Avviso il 31 marzo 2017)
  7. Educazione all’imprenditorialità (50 mln – Avviso il 8 marzo 2017)
  8. Orientamento (40 mln – Avviso il 13 marzo 2017)
  9. Alternanza Scuola-Lavoro (140 mln – Avviso 28 marzo 2017)
  10. Formazione per adulti (10 mln – Avviso il 24 febbraio 2017)

PRIMO PIANO
febbraio 2017

Al via la Cabina nazionale di regia sull’Alternanza Scuola-Lavoro

All’Alternanza Scuola - Lavoro, diventata obbligatoria nel sistema di istruzione del Paese (400 ore negli istituti tecnici e professionali, 200 nei licei) con la legge ‘Buona Scuola’ che ha stanziato, per questo scopo, 100 milioni di euro all’anno di finanziamento, il MIUR ha riservato uno spazio importante di supporto, monitoraggio e valutazione di tutte le attività svolte dalle studentesse e dagli studenti italiani attraverso l’ istituzione della Cabina nazionale di regia sull’Alternanza Scuola-Lavoro continua

Progetto innovativo di A_S_L_ nel settore Finanziario – Assicurativo – Previdenziale, inerente l’ emanando Avviso 28 marzo 2017 – A_S_L_ (140 mln –) (v.Abstract)

Puo’ essere realizzato dalle Scuole Superiori Statali e Paritarie interessate nell’ambito del POFT triennio 2017-2020 con Fondi PON Scuola, in Rete di scopo per lo sviluppo di abilità comportamentali, nonché per l’acquisizione di specifiche competenze nel settore Finanziario, Assicurativo e Previdenziale da parte degli studenti in A_S_L_ , in Convenzione con Enti accreditati al MIUR per il periodo di stage formativo-lavorativo, di cui alla legge107/2015, comma 33.

Il suddetto Percorso di A_S_L_ , scaturito dall’ Iniziativa legislativa di MinervaIstruzione.it in collaborazione con ANIAC (Associazione Nazionale Intermediari Assicurativi e del Credito) , inviata nel gennaio 2016 alla Conferenza Unificata Stato-Regioni - IX Commissione Presidenti Regioni e Province autonome, nonché al MIUR, per il riconoscimento a livello nazionale, ai sensi dell’art. 3 - Accordo Conferenza Permanente Rapporti Stato-Regioni del 20 gennaio 2016, della nuova figura professionale emergente di “Esperto in Promozione Assicurativa, Finanziaria e Previdenziale, inerente per l’appunto il Percorso di A_S_L_ , di cui sopra, prevede … continua

Un docente per ogni Scuola quale referente per la prevenzione e il contrasto del fenomeno bullismo e del cyberbullismo a tutela di minori

Lo prevede la legge A.C. n. 3139, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, prima firmataria sen. Elena Ferrara (PD), approvata dalla Camera dei deputati il 20 settembre 2016

Questi i punti qualificanti del provvedimento:

  1. Definizione di bullismo e cyberbullismo art.1
  2. possibilità per chiunque (anche minore ultraquattordicenne), nonchè per il genitore del minore di rivolgere istanza al gestore del sito Internet per ottenere oscuramento, rimozione o blocco delle comunicazioni che lo riguardano e dei contenuti specifici che costituiscono cyberbullismo , art. 2
  3. linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole art.4
  4. istituzione in ogni scuola di un docente con funzioni di referente
  5. reclusione da 1 a 6 anni per lo stalking informatico o telematico, art. 6 – bis... continua

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 XVII Legislatura - gennaio 2017 Riduci

PIANO NAZIONALE FORMAZIONE DOCENTI
2016-2019

* Prioritarie le competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento del PNSD

* Il VULNUS politico- normativo prodotto dal nuovo Accordo-MOBILITA’ docenti 2017-2018 sulla continuità didattica del POFT e sulla piena realizzazione del Piano Nazionale Formazione


Premessa
Ermenegildo Scipioni

L’aggiornamento culturale e professionale, di cui all’art. 7 dello storico decretodelegato DPR n.419/1974, inteso come “diritto –dovere fondamentale del personaleispettivo, direttivo e docente “ ha trovato finalmente una sua piena attuazione nelPiano Nazionale Formazione Personale docente, di cui al comma 124 - legge 107/2015 e , data la sua importanza per la riuscita complessiva della Buona Scuola,figura al primo posto tra le Priorità politiche enunciate dal neo-Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli nell’ATTO DI INDIRIZZO - MIUR per il 2017.

Il suddetto Piano di Formazione per il triennio 2016-2019 unitamente all’A_S_L (Alternanza Scuola Lavoro) e al PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) rappresenta sicuramente uno dei pilastri fondamentali per rendere maggiormente competitivo l’attuale sistema di istruzione-formazione della Scuola italiana in ambito europeo.

Tra le priorità previste dal Piano nazionale figurano al secondo posto le Competenze digitali e i nuovi ambienti per l’apprendimento del PNSD, in quanto ritenute determinanti per la formazione e l’utilizzo da parte di ogni singolo docente delle nuove tecnologie della scuola digitale , secondo lo spirito didattico innovativo della metafora cartesiana… “Digito Ergo Sum” !

Va rilevato, tuttavia , che la piena realizzazione del suddetto Piano nazionale per la formazione sta trovando, di fatto, un ostacolo politico- normativo nel recente nuovo Accordo per la mobilità docenti 2017-2018. sottoscritto il 29 dicembre 2016 dal neo-MinistroValeria Fedeli con le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria (eccetto laGilda), poiché tale INTESA risulterebbe in netto contrasto con lo spirito politico -legislativo del comma 124 della legge 107/2015 che definisce la formazione inservizio dei docenti di ruolo “ obbligatoria, permanente e strutturale” e stabilisce altresì che “ le attivita' di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa “, evidenziando in tal modo quale principio prioritario del POFT proprio la continuità didattica, che in virtù dell’ACCORDO MIUR- Sindacati sopra citato verrebbe palesemente disattesa, sia pure in via straordinaria per il solo a.s.2017-2018.

Gli effetti collaterali del suddetto ACCORDO sulla continuità didattica triennale delPOFT di ogni singola Istituzione scolastica sarebbero, pertanto, prevedibilmente devastanti non soltanto per il prossimo a.s. 2017-2018, poiché coinvolgeranno direttamente 7 milioni e 880 mila alunni iscritti nelle scuole statali, a netto vantaggio in primo luogo degli 83.000 docenti assunti con la Buona scuola con l' (ex) “obbligo triennale di restare nella stessa sede” !

In secondo luogo in virtù di tale ACCORDO, ispirato , secondo alcuni parlamentari e a nostro avviso, ad una Concertazione tipica dei vetusti decreti delegati del 1974, è prevista la possibilità per tutti i docenti, nessuno escluso, di presentare domanda di trasferimento per il solo a.s. 2017/2018, "neutralizzando in tal modo in DEROGA e per INTESA sindacale" il vincolo legislativo della permanenza triennale ( comma 108,legge 107/2015), nonostante la dichiarazione di continuità politica con la Buona Scuola, annunciata con orgoglio dal Presidente del Consiglio Gentiloni in occasione dell’Assemblea Nazionale del PD a Roma il 18/12/2016.

Ci auguriamo e ci appelliamo al neo-Ministro Fedeli, al Presidente del Consiglio Gentiloni, nonché ai Presidenti e ai Membri parlamentari delle Commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato, affinchè il Piano Nazionale Formazione Docenti, nonché la continuità didattica, così come approvati con legge 107/2015, non rimangano ulteriori innovazioni legislative a metà… al pari di tante altre storiche riforme,approvate dal Parlamento, ma rimaste incomplete a seguito di un semplice decreto di sospensione o di deroga del CDM dei vari Governi di turno dal 1924 ad oggi …
(v. e book “ Dalla Riforma Gentile alla Buona Scuola, Armando Editore, 2016, a cura di Ermenegildo Scipioni).

Novità del Piano Nazionale Formazione Docenti secondo i dati MIUR

Le novità del Piano Nazionale Formazione Docenti che definisce con chiarezza gli obiettivi per il prossimo triennio 2016-2019 sono secondo i dati MIUR principalmente le seguenti:

  • La formazione (comma 124 della legge Buona Scuola) diventa “obbligatoria,permanente e strutturale”
  • Saranno coinvolti tutti i 750.000 docenti di ruolo.
  • Sono previste le seguenti 9 priorità tematiche nazionali per la formazione:
    1. Lingue straniere
    2. Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento
    3. Scuola e lavoro
    4. Autonomia didattica e organizzativa
    5. Valutazione e miglioramento
    6. Didattica per competenze e innovazione metodologica
    7. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale
    8. Inclusione e disabilità
    9. Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile
  • Il MIUR assume la regia nazionale della formazione: stabilisce le priorità,ripartisce le risorse, monitora i risultati delle attività, sviluppa accordi nazionali con partner della formazione.
  • Le scuole, sulla base delle esigenze formative espresse dai singoli docenti attraverso i Piani individuali di formazione, progetteranno e organizzeranno,anche in reti di scuole, la formazione del personale.
  • Ogni docente avrà un portfolio digitale che raccoglierà esperienze professionali, qualifiche, certificazioni, attività di ricerca e pubblicazioni,storia formativa.
  • Le attività formative saranno incardinate nel POFT e saranno perciò coerenti con il progetto didattico di ciascun istituto.
  • La formazione potrà svolgersi in modo diversificato: con lezioni in presenza o a distanza, attraverso una documentata sperimentazione didattica, attraverso laprogettazione.
  • Saranno finanziate le migliori “startup della formazione”: il MIUR promuoverà la ricerca, la sperimentazione, incentivandole a lavorare insieme a strutture scientifiche e professionali per la costruzione di percorsi innovativi di formazione.
  • In collaborazione con INDIRE sarà realizzata una Biblioteca digitale scientificamente documentata delle migliori attività didattiche e formative.
  • Viene creata la carta del docente.istruzione.it che consente di utilizzare,attraverso un borsellino elettronico, il Bonus di euro 500 per la formazione e aggiornamento docenti

I punti programmatici del nuovo Piano Nazionale di Formazione

I punti programmatici del nuovo Piano Nazionale di Formazione docenti illustrati inmodo articolato dal MIUR nel documento PIANO PER LA FORMAZIONE DEIDOCENTI 2016-2019 – LA BUONA SCUOLA, presentato il 18/10/2016 dal precedente Ministro dell’Istruzione sen. Stefania Giannini sono i seguenti:

  1. Perché un piano per la formazione dei docenti
  2. I principi del piano
  3. Il senso della formazione
  4. Le priorità per la formazione nel prossimo triennio (2016-2019)
  5. Come è organizzata la formazione: i livelli di governance del piano
  6. La formazione in servizio, strutturale e obbligatoria
  7. Ecosistema digitale della formazione
  8. Elevare la qualità dei percorsi formativi
  9. Le risorse a disposizione
  10. Monitoraggio del piano
  11. Tutte le azioni del Piano perla Formazione dei Docenti 2016-2019 – La Buona Scuola


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